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Artwork by Matteo Brandi

Uno Stato funziona quando le Istituzioni temono i cittadini

Sapete perché appena ho tempo faccio incontri, banchetti o cene a casa di sconosciuti? Certamente perché mi piace e perché credo sia un mio dovere raccontare quello che succede in Parlamento, ma la motivazione più forte e’ un’altra. E’ la paura. Io non penso affatto di essere immune dalla corruzione, dall’arrivismo, dall’esibizionismo, dal berlusconismo in mezzo al quale siamo nati (Gaber diceva “non temo Berlusconi in se, temo il Berlusconi in me”). Noi parlamentari del 5 Stelle non veniamo mica da Marte, siamo cresciuti in quest’Italia, per carità, l’Italia di Falcone e di Borsellino ma anche l’Italia delle Tv commerciali, di “Uomini e Donne”, dei trenini di Buona Domenica, del “meglio essere furbi che bravi”; l’Italia della “carriera prima di tutto”, dell’egoismo, del narcisismo, del “non so cosa voglio fare da grande ma basta che sarò famoso”, dell’Italia del “che ti frega di tornare a ridargli il resto, e’ lei che si e’ sbagliata a darti di più”.

Di errori ne abbiamo fatti molti in Parlamento, errori gravi ed errori meno gravi ma credetemi non ne abbiamo fatti ancora di gravissimi. Non abbiamo rubato, non abbiamo dato retta ad una lobby, non abbiamo (forse qualcuno in realtà lo ha fatto) cambiato casacca per 30 denari. Io non sono affatto sicuro di me, per questo cerco di condividere più tempo possibile con i cittadini che stanno fuori da palazzi, perché loro hanno il timone. Loro molto più di me.

Una grande rivoluzione del M5S (perfetto complemento alla democrazia diretta) e’ il controllo popolare intorno al potere. Non pensate per un solo istante che noi siamo esenti dai vizi italici. Io pensavo di esserlo ma ho visto quanto il palazzo ti ammali con le sue volgari sirene. La più grande vittoria del M5S non e’ fare qualcosa di giusto in Parlamento, questo, anche se molto raramente, lo hanno fatto anche i partiti. La nostra più grande vittoria ci sarà quando i parlamentari a 5 Stelle sbaglieranno qualcosa e ad attenderli fuori da Montecitorio ci saranno migliaia di cittadini arrabbiati a gridare la loro indignazione e a obbligargli alla riparazione. Noi dipendenti del popolo in Parlamento siamo soltanto di passaggio (ce lo dovremmo mettere in testa tutti quanti), siamo “quelli famosi per un po’” ma non valiamo nemmeno una briciola in più di chi sta fuori. Al contrario affrontiamo quotidianamente delle tentazioni molto pericolose. Se ci abbandonate, se abbassate il controllo perché credete alla nostra incorruttibilità le chance di contaminarci aumenteranno considerevolmente.

Siamo ripartiti, ci aspettano mesi di grandi battaglie, battaglie toste. Tra queste la più complessa non e’ quella contro il ladro di Arcore o contro l’ipocrisia della sinistra. La più difficile e’ quella contro i nostri stessi vizi. Questa la si vince esclusivamente con il supporto da parte del popolo, con il suo controllo, con la sua partecipazione. Uno Stato funziona quando le Istituzioni temono i cittadini, non quando avviene il contrario.

A riveder le stelle!