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SOLUZIONI M5S: Università Accessibili e Trasparenti

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Posted by Alessandro Di Battista on Sabato 7 novembre 2015

Oggi voglio parlarvi della proposta di legge sui contributi versati dagli studenti universitari, presentata da Gianluca Vacca della Commissione Cultura (http://goo.gl/VTcLKV).
Il decreto del Presidente della Repubblica n.306 del 1997 prevede che le tasse universitarie siano il risultato della somma tra il contributo di iscrizione (definita annualmente dal Ministro dell’Istruzione e uguale per tutti gli atenei italiani) ed i contributi universitari decisi autonomamente da ogni singola università. La tassazione totale a carico di tutti gli studenti non può superare il 20% dell’importo del Fondo per il finanziamento ordinario che lo Stato assegna all’università stessa ogni anno.

Il governo Monti però, nell’ottica della spending review, con un decreto-legge del 2012, ha previsto un aumento del limite massimo di contribuzione studentesca, quindi delle tasse universitarie, per compensare la continua diminuzione del Fondo di finanziamento ordinario dello Stato. Quindi da una parte lo Stato eroga sempre meno finanziamenti alle università dal 2008, dall’altra si vogliono compensare questi tagli con maggiori tasse. Peccato che l’Italia sia già tra i paesi europei con la maggiore tassazione universitaria!

Mi spiego meglio: per calcolare la contribuzione studentesca totale sono stati esclusi i contributi degli studenti fuori corso (che in media sono il 40% degli iscritti), aumentando quindi il limite massimo di contribuzione per tutti gli studenti (fuori corso inclusi).

Ebbene, la proposta di legge del M5S vuole abrogare le norme del decreto di Monti includendo nel calcolo della contribuzione studentesca totale anche gli studenti fuori corso, abbassando così il limite massimo di contribuzione (meno tasse universitarie per tutti). Con la nostra legge inoltre vogliamo esonerare dal pagamento delle tasse gli studenti con un reddito inferiore a 11.000 euro.

Questa proposta, oltre ad impedire un aumento della tassazione universitaria, ha anche un altro obiettivo: prevedere un sistema di sanzioni per le università che sforano il limite del 20% di contribuzione studentesca. Questa è infatti una ‘vecchia’ abitudine di alcune università che ha costretto gli studenti a fare molti ricorsi (vincendoli). Una delle novità introdotte dalla proposta di legge è quindi quella di stabilire una certificazione (dopo l’approvazione del conto consuntivo) che dichiari il rapporto percentuale tra il totale della contribuzione studentesca e l’importo annuale del Fondo per il finanziamento ordinario erogato dallo Stato. Nel caso in cui il totale della contribuzione studentesca dovesse superare la soglia massima prevista (20% dell’importo annuale del fondo previsto dallo Stato), l’università riceverebbe meno fondi l’anno successivo. Tale blocco dell’erogazione del Fondo non avverrebbe se l’Università presentasse un piano di restituzione agli studenti della quota contributiva in eccedenza.

Con questa legge lo Stato dovrà tornare a investire nelle università adeguando i propri finanziamenti a quelli degli altri paesi europei. Inoltre verranno controllati meglio i conti delle singole università e ridotti gli sprechi (gli sprechi, non i finanziamenti) e poi le tasse universitarie diminuiranno. Tra l’altro l’Italia è agli ultimissimi posti per numero di laureati (circa 23% dei ragazzi), mentre l’UE ci chiede di arrivare entro 6 anni al 40% (molti paesi europei sono molto vicini a questa soglia, alcuni l’hanno addirittura superata da anni). Il trend italiano degli ultimi anni ha rivelato invece che mentre le tasse aumentano i laureati inevitabilmente diminuiscono. Continuando così quindi non solo il numero di laureati non aumenterà, ma probabilmente diminuirà con tutte le conseguenze economico-sociali che questo comporta.