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Parlare dal palco del PD

Ieri è stata una delle giornate più belle da quando sono un Dipendete dei Cittadini alla Camera dei Deputati. Con altri portavoce e con i candidati alle regionali della Basilicata abbiamo fatto un’agorà in piazza a Matera. Giro tutta l’Italia e ogni settimana vedo piazze sempre più piene, partecipi e informate. Al termine dell’agorà si avvicinano due attivisti e mi chiedono: “ti va di andare a fare un piccolo comizio a Montescaglioso? Stanno concludendo quelli del PD, sta parlando Pittella, il loro candidato Presidente. Sibilia ha detto che vuole andarci”. Ovviamente ho accettato. Faceva freddo a Montescaglioso e c’era vento. Pittella aveva appena finito di parlare e stava salutando delle persone. C’erano ancora le bandiere del PD appese al palchetto quando io e Carlo Sibilia siamo saliti e abbiamo preso la parola. Un microfono e delle casse antiche facevano suonare la nostra voce come in un film degli anni 50’. E’ stato emozionante. C’erano una settantina di persone, 70 persone venute ad ascoltare il comizio del PD. Di attivisti del Movimento ve n’erano una ventina. Ci siamo presentati e abbiamo detto quali, secondo noi, fossero le domande che un elettore del PD, un datore di lavoro di deputati e senatori democratici, avrebbe il diritto/dovere di fare a chi ha votato e paga lautamente. “Perché governate con un condannato? Perché non fermate il programma F35 dato che lo avevate dichiarato in campagna elettorale? Perché non avete votato Rodotà se voi stessi dicevate che sarebbe stato il miglior Presidente possibile? Perché stiamo ancora in Afghanistan a bruciare vite di giovani e denari? Perché non proponete, finalmente, una legge sul conflitto di interessi? Perché non sostenete il reddito di cittadinanza proposto dal M5S? Perché non vi tagliate gli stipendi come hanno fatto i portavoce del M5S?” E’ stato incredibile dire quelle cose da quel palco. Pittella, vista l’aria che tirava ha subito guadagnato l’uscita dalla piazza. Peccato, avremmo potuto fare un bel dibattito di fronte ai cittadini di Montescaglioso. Oltretutto Montescaglioso è il paese del senatore Bubbico, Viceministro degli interni, uno dei saggi che saggiamente vorrebbe violentare la Costituzione. Quelle 70 persone erano immobili, appoggiate al muro in fondo alla piazza. Non se ne sono andate. Non hanno applaudito, non hanno dato cenni né di approvazione né di critica. Ascoltavano e basta. Gli abbiamo detto: “votate chi volete, rivotate il PD se proprio non potete fare altro, ma informatevi, partecipate alla politica, controllate i vostri dipendenti”. Non credo che nessuno mai avesse chiamato a Montescaglioso, nel feudo di Bubbico, i deputati e i senatori della Repubblica, Dipendenti dei Cittadini! Quando siamo scesi dal palchetto siamo andati a salutare quelle persone in fondo alla piazza. Ci hanno stretto la mano cordialmente. Un signore, sottovoce, come se avesse paura a farsi sentire mi ha detto: “voi che potete, voi che siete deputati, contrastate Bubbico, per noi che viviamo qui è difficile farlo. Comunque complimenti”. Quei complimenti ricevuti da elettori (passati, magari anche futuri) del PD valgono tutti gli sforzi fatti fino ad ora. Con Carlo ci siamo sentiti parte di un momento storico. Contrastavamo sullo stesso palco le ipocrisie di uno dei tanti partiti del potere e lo abbiamo fatto in trasferta, con 20 attivisti dalla nostra parte e la voglia di cambiare anche la Basilicata. Non so come andranno le elezioni. Qualche cittadino del M5S, tra cui Piernicola Pedicini, entrerà in Regione e inizierà a rovinare i piani dei potentati. Quello che facciamo lo facciamo non soltanto per un risultato immediato, lo facciamo perché il processo è più importante del verdetto e perché, lentamente ma inesorabilmente, noi cittadini ci riprenderemo l’Italia. A riveder le stelle!