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Non si possono fare “domande a piacere” al potere

Questa sera ho visto l’intervista della Signora Maggioni (responsabile Rai news) al Presidente Letta. Voglio usare toni moderati stavolta. Credo che non vi sia mestiere più bello, stimolante e importante del giornalista. Controllare il potere, non vi sembra la cosa più bella che esista al mondo? Ricordo certi scritti di Terzani sul potere. Il potere è una bruttissima bestia, ti fa credere immortale (nessuno lo è, pure Stalin piangeva come un bambino quando si avvicinava per lui l’ora della morte) beh i giornalisti liberi ricordano al potere la sua mortalità, gli ridanno umanità, gli fanno presente che non è affatto potente. Ma se la Signora Maggioni in 30 min di intervista non è in grado di fare una domanda che sia una al Presidente Letta beh non fa altro che fargli credere l’esatto contrario ovvero che può continuare a distruggere questo Paese in nome di quel principio umano (a volte utile) quale l’autoconservazione, che oggi, in Italia, significa canna del gas per milioni di cittadini e, in futuro, significherà esodo di massa (magari anche dei figli o nipoti della Maggioni) e colonizzazione di chi resta. Io non la voglio attaccare Signora, le chiedo di farsi un esame di coscienza e di ricordarsi che è nostra dipendente, l’opinione pubblica è il suo datore di lavoro e lei deve fare esclusivamente gli interessi della collettività non del Presidente Letta. Sembrava quelle professoresse ormai stanche che si sono scordate la bellezza di mettere in difficoltà lo studente (non distruggerlo ma stimolarlo, spronarlo a dare di più) e chiedono soltanto “domande a piacere”. Non si possono fare domande a piacere al potere altrimenti il potere continuerà a compiacere se stesso. Doveva chiedergli se sia possibile che un Ministro come la De Girolamo si interessi, utilizzando comunque la sua importanza, all’appalto del bar dell’ospedale di Benevento, doveva chiedergli se con il porcellum le segreterie di partito non abbiano goduto come suini potendo allontanare personaggi scomodi (quelli scomodi generalmente sono anche i più meritevoli) e piazzando i sudditi della poltrona. Doveva chiedere se la tragica vicenda dei maro’ non sia legata alla perdita di prestigio internazionale che ci contraddistingue da 20 anni e non soltanto per colpa di B. perché quando un Parlamento intero (Letta incluso) vota le porcate europee (MES e fiscal compact per esempio) senza rendere conto ai cittadini oltre a piegarsi alle banche lancia un segnale all’Europa: il popolo italiano non conta nulla. Ma se si manda all’Europa questo segnale lo si manda anche all’India! Lo capite? La triste storia dei nostri fucilieri (uomini obbedienti agli ordini ricevuti e l’obbedienza in un esercito è un valore) dimostra quanto l’Italia abbia perduto quel potere contrattuale che un tempo, grazie alla diplomazia e al talento, basti pensare ad Enrico Mattei, vantava. Dovevamo gestirla come vicenda europea, non italiana e basta. L’Europa si sarebbe dovuta mettere di traverso con l’India, l’Europa, non Terzi, Monti, Letta o la Bonino. Per recuperare questa credibilità internazionale (che, voglio ripeterlo, si traduce anche in investimenti da parte di aziende straniere in Italia, quindi in posti di lavoro) occorre andare in Europa e battere i pugni, tirare fuori le “palle o le ovaie”! Ma questo possiamo farlo se capiamo quanta strada abbiamo perso come Stato e chi ha il compito di far capire questo all’opinione pubblica? Per esempio la Signora Maggioni che oggi, su quella poltrona dorata davanti al Presidente Letta ha perso un’occasione per migliorare, almeno un po’, il Paese che, sono sicuro, lei ama quanto me. A riveder le stelle!

P.S. Quello raffigurato nel mural è Giancarlo Siani, un giornalista che ci ha rimesso la vita a 26 anni per non aver mai fatto “domande a piacere”.