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Noi italiani e il vizio del pessimismo cronico

«Gli italiani sono pecoroni», «guarda che schifo hanno votato Renzi», «gli italiani pensano soltanto al proprio orto». Basta santo Dio! Leggo troppo spesso frasi del genere, anche sulla mia pagina FB. Se fosse così sarebbe tutto inutile. Sarebbe inutile restituire 42 milioni di euro di rimborsi elettorali o ridursi drasticamente lo stipendio (valutate nei prossimi giorni chi restituisce e chi no, alcuni – pochissimi – famigerati dissidenti fanno finta di dissentire su tutto ma dietro alla loro dissidenza si nasconde soltanto una banalissima avidità). Sarebbe inutile girare tutti i fine settimana per l’Italia per portare, a tutti i cittadini che vogliono partecipare, le informazioni dal Parlamento. Sarebbe inutile rischiare le botte e gli attacchi squadristi in aula per costringere la presidenza ad applicare il regolamento. Sarebbe inutile mettersi contro i poteri forti, contro chi guadagna con il TAP (gasdotto trans-adriatico), con il TAV, con gli inceneritori, con il traffico illegale dei rifiuti. E’ tutto inutile? Anche la dignità e camminare a testa alta sono inutili? Balle! Io mi sento orgoglioso di essere italiano, l’ho appena detto qui al Senato a Bogotà. Ho parlato di soldi (ormai sono monotematico). Ho detto che parole come “rispetto per i diritti umani”, “accesso alla terra”, “pace e mondialità” non hanno alcun senso se la politica vive soltanto per produrre guadagni per i suoi protagonisti. Lo so sono cose che ho scritto e riscritto ma voglio ripeterle. Con che faccia un politico può parlare dei diritti o dei bisogni dei cittadini se guadagna 16.000 euro al mese? Come possono i politici di professione occuparsi del bene comune, del pubblico, se ricevono migliaia di euro per le proprie campagne elettorali e devono poi pagare il “pizzo” ai propri finanziatori? Ho appena detto tutto questo, ho detto, citando Terzani, che il denaro non dovrebbe generare alcun fascino negli esseri umani, non l’hanno inventata la cassa da morto con la cassa forte incorporata. Il denaro è un mezzo per vivere una vita dignitosa, per avere una casa decorosa, fresca d’estate e calda d’inverno, per mangiare bene, per bere del buon vino, per fare qualche viaggetto, per accedere alla vita culturale del proprio paese, per dare una mano a chi è rimasto indietro. Nulla più, un mezzo non un fine. Ma io dico, perché investire tante energie per accumulare ricchezze se tanto, prima o poi, si finisce sotto terra? Ci sono italiani che rinunciano a tranquillità, a denaro facile, che non si fanno corrompere ne intimidire, che rischiano la vita per la legalità. Penso al PM Di Matteo ma la lista sarebbe lunga. Il popolo italiano è un popolo meraviglioso, sono orgoglioso di farne parte. Se non iniziamo ad apprezzarci tra noi è impossibile che ci apprezzino all’estero. La perdita di prestigio internazionale (con la conseguente perdita economica) comincia quando perdiamo la fiducia in noi stessi. A riveder le stelle!