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Nasiriyya e la nostra opposizione al TAV

Ieri sera ho postato l’intervento di Emanuela Corda (la quale oggi si è scusata – vedete il video – le fa onore in un mondo, quello della politica, dove non si scusa nemmeno chi ruba o ha rapporti con la mafia) sulla strage di Nasiriyya. L’ho postato intero per dare la possibilità a tutti di ascoltare e prendere posizione senza dare retta ai pennivendoli di regime che scrivono sul Corriere e che hanno cognomi, purtroppo, simili al mio. Lo avete fatto. Ho letto i vostri commenti fino alle 3 del mattino. In molti l’hanno criticata, anche aspramente, altri l’hanno elogiata, altri esprimevano dubbi sul fatto che quelle parole siano state pronunciate durante una commemorazione. Io sono innamorato della rete, dell’intelligenza collettiva e il pensiero che ora esprimo l’ho costruito grazie alle vostre considerazioni! Pur condividendo gran parte del discorso di Emanuela (condivido soprattutto il fatto che siano state le scelte dell’occidente a creare il fenomeno becero del terrorismo), ritengo, come molti di voi mi hanno scritto, che ieri occorreva soltanto piangere i nostri morti. Sì, i nostri morti: i soldati italiani. Poi apriamo mille dibattiti sulla guerra, sul concetto di difesa, sul disarmo, sul fatto che le vittime (soldati italiani, soldati afghani, talebani e civili) sono tutte vittime, tutti morti e il sangue è sempre rosso, indipendentemente dalle divise e dagli abiti indossati. Siamo d’accordo! Sapete come la penso, Bush è un terrorista, Colin Powell lo è altrettanto e le missioni di pace in Iraq e Afghanistan sono guerre di invasione. L’ho detto e ridetto, per giustificare nefandezze si cambia il nome a tutto, le guerre diventano missioni umanitarie, gli inceneritori termo-valorizzatori, l’IMU service tax e le puttane escort! L’ho detto in ogni modo, ma ieri era la commemorazione dei nostri morti. Non è un discorso nazionalista il mio, penso sia un discorso solo di buon senso. Io sono un parlamentare della Repubblica Italiana e i nostri morti sono i morti italiani. Poi penso che il miglior modo per ricordare le vittime sia riportare immediatamente i nostri ragazzi a casa e per questo stiamo “battagliando” in aula contro il decreto di rifinanziamento delle missioni, proprio adesso mentre scrivo stiamo “combattendo” l’unica battaglia che ci interessa: quella per lo stop definitivo alle guerre per portare la pace, perché portare la pace con le bombe è un ossimoro, come Berlusconi-onestà o Letta-palle d’acciaio. Mi preme fare un’ultima considerazione. Quando facciamo un bel lavoro (ieri sul TAV Ivan Della Valle e Laura Castelli mi hanno commosso per la grinta, la professionalità e l’impegno che ci hanno messo) lo facciamo tutti quanti! Quando si commette un errore, si fa una leggerezza o si dice qualcosa di sbagliato in aula non sbaglia Emanuela Corda, sbagliamo tutti. Facile prendersi i meriti dei successi e poi affrancarsi dagli sbagli. Facile e avvilente. Ieri ho letto i vostri commenti e ho “costruito” una mia posizione (giusta o sbagliata che sia). L’ho fatto grazie a voi, alle vostre posizioni, alla rete. Anche questo è un successo del M5S!