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L’Afghanistan negli anni ’60

Guardate questa foto. Mi ha sconvolto. Non è stata scattata in Francia o in Germania. E’ l’Afghanistan negli anni ’60. Prima dell’invasione da parte dell’Unione Sovietica, prima che gli USA, in chiave anti-URSS si infilassero nella guerra armando i mujaheddin. Prima che gli stessi mujaheddin, una volta cacciati i sovietici, non si trasformassero in taglieggiatori. Prima che un gruppo di studenti delle scuole coraniche, i talebani (taleb significa studente) non cacciasse, ovviamente con la violenza, i mujaheddin per riportare ordine in un paese caduto in una guerra civile. Prima che venisse imposta la sharia, la legge islamica. Prima che, con la scusa del burqa, gli americani, con l’aiuto di molti stati, tra cui il nostro, non invadessero il Paese per esportare democrazia. Prima che i raid aerei USA non causassero decine di migliaia di morti di civili (di cui 33.000 bambini e i bambini afgani non sono meno bambini dei nostri).

La violenza genera sempre violenza. L’integralismo religioso, dovunque e in tutte le epoche storiche, nasce come reazione, violenta, scomposta, indecorosa (usate tutti gli aggettivi che volete) ad un tentativo, anch’esso violento, di colonizzazione sia essa mentale, economica o militare.

Oggi si assiste nel mondo islamico, dall’Egitto all’Iraq passando per la Nigeria ad una tragica persecuzione dei cristiani. Tragica e inaccettabile. A me interessa capirne il motivo per intervenire e far in modo che questo non accada più. Ebbene perché avviene? Perché oggi i cristiani vengono associati, purtroppo, a quell’occidente che, forte del suo “vizio oscuro” (cit. Massimo Fini), ovvero quello di pensare che il suo modo di vivere sia l’unico possibile, ha condotto innumerevoli “missioni di pace” intelligenti come le bombe utilizzate.

Questo atteggiamento di presunta superiorità ontologica, soltanto in Afghanistan, a noi italiani è costato 5 miliardi di euro. Questo abbiamo pagato per far parte del conflitto armato più lungo dalla II guerra mondiale in poi. Questo ci è costato, oltre a decine di nostri soldati morti, il dover obbedire, in modo servile, agli USA. 5 miliardi di euro quando pochi mesi fa il governo non è riuscito a trovare 45 milioni per gli alluvionati della Sardegna. 5 miliardi e per cosa poi? Come sta l’Afghanistan oggi? I talebani sono stati sconfitti? E l’Iraq? Nessuno qui difende Saddam Hussein, i dittatori vanno sempre e dovunque buttati giù, tuttavia lo deve fare il popolo sovrano, non una forza straniera. Oggi in Iraq vige la sharia pensate sotto Saddam non avveniva (era un sanguinario che utilizzò le armi chimiche donategli da USA per gasare centinaia di curdi ma era un laico).

Se al governo ci fosse il M5S i militari italiani (ottimi militari tra l’altro) non parteciperebbero mai a missioni di pace che nascondono guerre di invasione.