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LA GUERRA IN CASA

Dovunque mi giro trovo qualcuno malato di cancro. Un parente, un amico, un parente di un amico. E’ un dramma. Famiglie distrutte, vite spezzate e sempre più giovani se ne vanno. Chiunque ha avuto un caso in famiglia. Il cancro e’ una tragedia che riguarda tutti e che dovrebbe riguardare il Parlamento santo Dio. E’ come avere una guerra in casa.

Io non sono un medico, ho letto che il cancro può essere genetico ma e’ evidente che l’ambiente, l’aria che respiriamo, il cibo che mangiamo, il tipo di vita che conduciamo influiscano nelle possibilità di ammalarsi.

E’ accettabile che il Parlamento non si occupi di questo ma passi ore a raccogliersi in ipocriti minuti di silenzio, giorni a discutere mozioni come quella per eliminare le monete da 1 o 2 centesimi o settimane ad approvare riforme costituzionali assolutamente dannose?

Ma le istituzioni non dovrebbero avere in mente il concetto di priorità? Leggi per eliminare discariche e inceneritori hanno qualcosa a che vedere con il cancro? Garantire acqua pulita per i cittadini (ci sono comuni con l’arsenico nelle acque) non e’ un modo per lottare contro il cancro? Pensare a una nuova mobilita’ o incentivare il telelavoro ridurrebbero l’inquinamento o altri fattori di rischio? Ho letto che chi sta troppe ore in macchina ha maggiori possibilità di ammalarsi. Incentivare il consumo di frutta e verdura (il M5S ha depositato una legge per garantire l’alternativa vegetariana nelle mense scolastiche) aiuterebbe o no? La politica non dovrebbe provare a sconfiggere questa guerra in casa? Possibile che al mondo la ricerca militare abbia più fondi della ricerca medica?

Siamo bombardati da un miliardo di informazioni su un miliardo di tematiche diverse. Ci confondono. Poi ci giriamo verso una persona cara e ci ricordiamo quali dovrebbero essere le priorità.