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La grande farsa

Nel PDL la frattura tra falchi e colombe, frodatori del fisco e pidduisti c’è stata davvero ed è stata drammatica. Le ho viste le facce dei Lupi, delle Biancofiore, dei Quagliariello. Li ho visti i ministri riunirsi nell’ufficio di Cicchitto, non dico di averli origliati, diciamo che passando di lì per caso si sentivano parole chiare, parole che conosciamo bene «dobbiamo continuare a sostenere B. ma dobbiamo darci una nuova struttura, dobbiamo arrivare al 2015 con questo governo ma non dobbiamo essere percepiti come traditori». Insomma la spaccatura è stata reale. Ma gli squali come B. se ne infischiano dei rapporti umani, dell’orgoglio, dei tradimenti. Quello che conta sono gli interessi e da una frattura reale e spontanea ne traggono delle linee politiche assolutamente innovative ma allo stesso tempo pericolosissime. Vi ricordate la balla della rata dell’IMU da ritirare alle Poste?  Adesso B. ci sta preparando ad una nuova balla colossale, quella dell’antieuropeismo. E’ chiarissimo. B. che ha una paura tremenda di finire in galera, è riuscito in una mossa demoniaca. Sta contemporaneamente al governo e all’opposizione. Fenomeno! I suoi bravi hanno già intrapreso la strada della critica all’Europa, alla Merkel, all’austerità. Iniziano ad attaccare i tecnocrati europei che ci costringono al pagamento degli interessi sul debito pubblico, un debito che ha superato i 2000 miliardi di euro e ha raggiunto il 133% del prodotto interno lordo (il valore totale dei beni e dei servizi prodotti da un Paese in un anno) e continua ad aumentare a ritmi ben superiori rispetto alla media UE. Questo sarà il leitmotiv dei prossimi mesi. B. sarà, come sempre è stato, colomba nelle stanze del potere e falco all’esterno, falco nelle TV, falco sui giornali. Il 27 verrà votata la sua decadenza (altrimenti il PD muore definitivamente) ma la partita non si è affatto conclusa. Si giocherà al Colle. Con la scusa della decadenza il PD premerà per l’indulto e per l’amnistia (come vuole il suo padrone Napolitano) dicendo: «avete visto, noi lo si è fatto cadere, l’amnistia non è mica per lui, se lo volevamo salvare lo potevamo salvare prima». Poi diranno: «abbiamo sempre contrastato le leggi ad personam ma allo stesso tempo non possiamo tollerare quelle contra personam, se B. sta nel calderone degli amnistiati va trattato come tutti quanti». Nel frattempo B. farà il capo-popolo e, complice la crisi che deve ancora arrivare, proverà a convincere vecchi e nuovi disperati che lui è l’unico che si batte per la povera gente. Proprio lui che ha avallato ogni politica di perdita di sovranità, lui che ha governato negli anni in cui è impazzito il debito pubblico, lui che ha votato ogni porcata di Monti, dal fiscal compact (l’obbligo di riequilibrio del bilancio, un trattato drammatico quando il popolo ha fame) al MES (Meccanismo Europeo di Stabilità). Prima votano leggi indecenti e poi fanno gli ipocriti attaccandole, prima bocciano la mozione sul dissesto idrogeologico del M5S e poi si raccolgono in intollerabili minuti di silenzio per i morti sardi. Chi si informa il giochetto lo conosce e non si fa infinocchiare ma oggi, oltre a informarci dobbiamo informare, porta a porta, stampiamo documenti su MES e fiscal compact e diffondiamoli, andiamo a casa delle persone anziane e spieghiamo loro che proprio le leggi di B. (e del PD, ma sono la stessa cosa) hanno ridotto il potere di acquisto delle loro pensioni. Siamo in guerra, lo sapete, noi siamo i cittadini dentro il Parlamento, noi stiamo in trincea, solo che al posto dell’elmetto ci mettiamo la cravatta. Voi cittadini fuori, voi che vi “armate” di gazebo, voce e volantini siete la linfa vitale di questo Paese, l’ultima speranza. Andiamo a vincere le europee, per farlo smascheriamo l’ultima farsa del condannato di Arcore.