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ISPEZIONE al carcere di Sollicciano

Qualche settimana fa ho presentato un’interrogazione, la numero 3-00697, per riaccendere la luce su un caso di suicidio in carcere che, credo, meriterebbe maggiore attenzione: sto parlando di un ragazzo di 26 anni, Niki Aprile Gatti, un informatico che è stato arrestato nel giugno 2008 nell’ambito dell’inchiesta Premium. Il carcere in questione è quello di Sollicciano, Firenze, dove venerdì, assieme al mio collega Alfonso Bonafede (vicepresidente della Commissione Giustizia), ho effettuato una visita ispettiva. Abbiamo innanzitutto visitato alcune sezioni del carcere. Oltre all’importante e difficilissimo lavoro della polizia penitenziaria, la prima cosa che si nota è l’impietosa condizione in cui versa la struttura. Infiltrazioni di acqua ed assenza di manutenzione ordinaria dovunque. Il personale del carcere è costretto a lavorare sotto stress e in condizioni davvero precarie. Abbiamo anche incontrato i rappresentanti dei detenuti che, con i mezzi e con le possibilità che la reclusione h 24 gli concede, cercano in tutti i modi di inventarsi e proporre soluzioni per una vita carceraria dignitosa. Infine abbiamo richiesto il numero delle morti per suicidio, o anche per altre cause, avvenute all’interno dell’istituto di detenzione: visionando i dati, dal gennaio 2009 ad oggi sono state 16. In questo elenco non compare, però, il nome di Ihssane Fakhreddine un ragazzo marocchino che, come riportato da molti siti (ecco il link dove si può leggere un lavoro del centro studi “Ristretti Orizzonti” http://www1.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/cronache/200910articoli/48873girata.asp) sembra sia deceduto a Firenze, anche se non si chiarisce se proprio nel carcere di Sollicciano, il 24 aprile 2009. Viceversa, nella stessa data risulta essere deceduto nel carcere di Sollicciano un altro ragazzo nord africano: il suo nome, però, non c’è sulla relazione di “Ristretti Orizzonti” né siamo riusciti a trovarlo da altre parti. Un detenuto deceduto sul quale non si hanno praticamente informazioni. Strano che nessuna associazione che si occupa di monitorare le morti nelle carceri e tutelare i diritti dei detenuti non abbia registrato questo decesso. Durante l’ispezione c’è stata la massima collaborazione e trasparenza da parte dell’amministrazione penitenziaria. Noi ci occuperemo ancora di questo caso con richieste di accesso agli atti e con degli atti parlamentari.