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I parenti dei 67.000 detenuti devono chiamare la Cancellieri

Un appello a tutti i parenti dei 67.000 detenuti che stanno scontando una pena nelle vergognose carceri italiane (il M5S ha presentato e portato anche in Quirinale un piano carceri) chiamate tutti quanti il Ministro Cancellieri! Pare risponda gentilmente a tutti. Peccato che non ho il suo numero da darvi. Nonostante, quando ancora non la conoscevo bene, avessi un rapporto cordiale con lei, non le ho mai chiesto il numero. Peccato, ve lo avrei dato volentieri. Lei è così umana, gentile, premurosa. Lei piange al telefono se sa che una detenuta, in questo caso la figlia di Ligresti, soffre di anoressia. Ed è solo un caso che suo figlio Piergiorgio Peluso abbia lavorato per il Gruppo Ligresti e abbia ricevuto una buona uscita per un anno di lavoro di 3,6 milioni di euro. Quando si insediò il Governo dell’Inciucio, del Monarca e del Condannato feci un intervento in aula rivolgendomi alla Cancellieri. Non l’attaccai (altro rimpianto enorme, come quando votai PD o Rosa nel Pugno), mi appellai a lei, le dissi che se avesse dato davvero sostegno alla giustizia, se avesse depenalizzato reati minori e inasprito le pene ai “colletti bianchi”, se si fosse occupata del dramma delle carceri in modo approfondito (l’indulto e l’amnistia sono il piano B del Monarca Assoluto per salvare il mariuolo brianzolo ormai, grazie al M5S e solo al M5S, inchiodato dal voto palese) noi l’avremmo sostenuta e difesa. Mi prese da parte in quell’occasione, mi ringraziò e disse “farò del mio meglio”. Complimentoni! Si è anche impegnata quindi in questi mesi? Ce ne compiacciamo! La Cancellieri si è dimostrata inadeguata, scaricabarili e menefreghista nel caso Shalabayeva, si è dimostrata più realista del Re Giorgio quando ha definito irrituale la richiesta di testimonianza fatta arrivare a Napolitano dai Giudici di Palermo per il processo Stato-Mafia, la Cancellieri si è dimostrata perfettamente a suo agio nel governo dell’indecenza. Familiari dei detenuti chiamatela! Una telefonata può essere davvero utile. Chiamate il Ministero di Grazia e Giustizia e fatevi passare il Ministro, se vi rispondono «impossibile» esprimete tutta la vostra “viva e vibrante delusione” e urlate quella frase che tutti, fin dai tempi dell’asilo, abbiamo imparato a pronunciare: «perché a lei sì e a me no?» Sentiamo cosa vi risponderà il Ministero. Peccato solo che Stefano Cucchi sia già morto, peccato che i loro parenti non avessero il numero di telefono del Ministro di allora, peccato che Stefano – morto per denutrizione, dicono – non avesse mai lavorato nel Gruppo Ligresti o non fosse figlio di nessuno come ha ricordato ieri in aula il collega Colletti nel suo straordinario intervento che vi posto qui sotto. Peccato davvero. Peccato che i cittadini italiani ancora credano nel PD (sul caso Ruby i piddini scatenarono l’inferno, ora tacciono in modo vergognoso), nel PDL che ha inaugurato le “telefonate ad personam”, in Scelta Civiva che voleva la Cancellieri addirittura Presidente della Repubblica o in Renzi, un condannato (in primo grado) per danno erariale, insomma un giovane ragazzo perfettamente in linea con l’andazzo degli ultimi 30 anni. Noi combattiamo, ce la metteremo tutta e proveremo a vincere le prossime elezioni che speriamo ci siano presto, se poi qualcuno sceglierà di nuovo il sistema amen, sarà una scelta ragionata, consapevole e responsabile, ma che nessuno si permetta di lamentarsi!