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Farage, i media e il pensiero indirizzato

Persone che fino a ieri il nome di Farage non l’avevano mai sentito oggi lo descrivono come Pol Pot*. Come spesso accade siamo ancora ottenebrati dall’ideologia, e da certi giochetti mediatici, i veri nemici del libero pensiero e dell’onestà intellettuale.
Ho letto recentemente un libro: “La pulizia etnica della Palestina”. Un libro interessante che rimette in discussione la storiografia tradizionale e paragona l’esodo palestinese ad una vera e propria pulizia etnica. Sarà vero? Non sarà vero? Ognuno approfondisca e si formi una propria opinione. Ma il punto non è questo. Il punto è che se questo libro lo avesse scritto un tedesco gli avrebbero dato del nazista ma dato che è stato scritto da Ilan Pappé, uno storico ebreo, nato ad Haifa, l’autore se l’è cavata solo con un banale boicottaggio da parte del sistema mediatico tradizionale.
Sull’immigrazione clandestina succede la stessa cosa. Se vuoi regolare i flussi in base alle esigenze e alle possibilità che offre un territorio e alla reale capacità economica e strutturale di accoglienza ti danno dello xenofobo, magari proprio a te che combatti da mesi in Commissione Affari Esteri (contro la cosiddetta “sinistra” tra l’altro) per alzare i fondi da destinare alla cooperazione internazionale verso tutti i paesi in via di sviluppo (sarebbe meglio chiamarli “paesi via di sviluppo per altri”) a cominciare dall’Africa sub-sahariana. La nostra in primis è una battaglia culturale da combattere anche contro noi stessi, contro le nostre sovrastrutture mentali, contro secoli durante i quali siamo stati abituati ad essere imboccati di informazione e non educati alla curiosità. La strada è lunghissima, per un momento, forti dell’entusiasmo, abbiamo pensato che fosse più breve. Così non è ma è la strada giusta!
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* In queste ore molti (non tutti) i media inglese stanno allarmando i cittadini sulla possibilità che Farage faccia un gruppo parlamentare a Bruxelles assieme ad un pericoloso nazista-comunista-eversivo come Beppe Grillo.